Rangoon (TMNews) - Nuovo passo avanti della Birmania nel suo processo di democratizzazione: da lunedì 20 agosto 2012, anche a Rangoon, si può finalmente parlare di "libertà di stampa". Quarantotto anni dopo l'istituzione della censura (che avvenne il 6 agosto 1964) il governo birmano ha infatti deciso di abolire ogni forma di controllo preventivo sui servizi giornalistici.I cronisti, dunque, non dovranno più presentare i loro elaborati per l'autorizzazione prima della pubblicazione. Restano tuttavia in vigore le norme che prevedono sanzioni in caso di pubblicazione d'informazioni che possano essere giudicate "lesive dell'immagine del governo".I giornalisti, dal canto loro, hanno accolto la notizia con cauto ottimismo, valutando positivamente il provvedimento anche se - dicono - "abolire la norma non vuol dire abolire di fatto la censura". In questi ultimi 48 anni intere testate sono state chiuse e centinaia i giornalisti messi in carcere. La svolta verso una stampa più libera è arrivata solo negli ultimi mesi, con il nuovo governo, grazie a controlli meno oppressivi che hanno consentito ai cronisti di occuparsi anche di argomenti prima considerati tabù, come la politica e la religione.