Yokohama (Giappone), (TMNews) - Il Dalai Lama ha denunciato le "censure e la brutalità" per far tacere le voci dissidenti in Cina, chiedendo ai futuri dirigenti del Paese di cambiare metodi. L'otto novembre infatti si apre il 18esimo congresso del Partito Comunista cinese, chiamato a nominare la nuova classe dirigente."L'era di Hu Jintao è finita, Xi Jinping diventerà Presidente: credo che non vi sia alternativa, a meno di un cambiamento politico" ha spiegato il leader spirituale tibetano, in visita in Giappone."Hu Jintao aveva iniziato a creare una società armoniosa e stabile, ma per una società stabile serve ridurre il divario fra ricchi e poveri, servono una giustizia indipendente, una stampa libera e uno stato di diritto" ha detto, il Dalai Lama che è accusato da Pechino di essere un secessionista e vive in esilio in india. Il monaco 77enne però afferma da sempre di sostenere solo "una vera autonomia" del Tibet all'interno della Repubblica Popolare.