Milano, 10 dic. (TMNews) - Si dice sereno, colpevole solo di non aver fatto di più per la Sicilia e convinto che il futuro della politica italiana sia tutt'altro che rassicurante.Totò Cuffaro ex governatore della Sicilia condannato a 7 anni di galera per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, da Rebibbia si lancia in una cupa analisi della situazione politica.Le sue dichiarazioni sono state raccolte in una pausa durante una lunga intervista con Enrico Cisnetto per il talk show del lunedì "RomaIncontra- Ara Pacis"."Io penso che la seconda repubblica sia stata vergognosamente peggiore della prima e la terza sarà vergognosamente peggiore della seconda. La terza sarà disastrosa"."La terza non riuscirà ad istituzionalizzare questa marea di protesta che arriverà in politica. Forse l'unico vantaggio che avrà la terza repubblica è di non avere Di Pietro"La politica, dice, sconta la tendenza dei partiti a pensare solo a se stessi."Quando un partito mira autoalimentarsi è la fine dei partiti, la gente non ci crede più, è quello che sta succedendo"Cuffaro vede quasi congenita la tendenza all'autoalimentarsi, imputandola anche a se stesso."Non credo oggi di poter dire che la gestione del mio potere non sia in qualche modo servita al mantenimento dello stesso"Per il resto l'ex governatore nega ogni coinvolgimento con la mafia e chiede una riflessione sul sistema carcerario italiano."Sofferenza angoscia difficoltà un posto drammatico dove ti si ruba tutto sopratutto il respiro lungo della vita, si vive col fiato spezzato"Una condizione che spera di poter alleviare in futuro quando, non potendo più fare politica, pensa di dedicarsi ad aiutare i detenuti.