Roma, (TMNews) - Era considerata il 'polmone' commerciale della Costa d'Avorio: Bouakè, seconda città del Paese africano, è stata negli anni Novanta un crocevia economico fondamentale. Oggi, con la crisi internazionale che ancora si abbatte sui mercati e l'instabilità politica del Paese, il rilancio della città si fa attendere."Il mercato all'ingrosso si aggira intorno a 450mila tonnellate di prodotti ogni anno - spiega Nicolas Djido, presidente del mercato di Bouakè - a livello di sicurezza alimentare si tratta di una cosa molto importante".Ma l'economia di Bouakè va male. Nel 2002, la città è diventata la capitale dei ribelli. E alla fine della crisi post-elettorale del 2011, la città è finita nel dimenticatoio dalle autorità, che si sono concentrate sulla capitale Abidjan.A Bouakè, il 90 per cento delle strade sono disastrate: un fattore che complica ulteriormente il trasporto e il commercio dei prodotti.Anche il settore industriale è in crisi. La fabbrica di Gongreville era la prima e la più grande industria del settore tessile di tutta l'Africa occidentale. Dopo dieci anni di crisi politica, l'azienda ha tagliato i suoi dipendenti: da 1.100 a 250 e la sua produzione si è bruscamente ridotta.La riunificazione del Paese passa anche dall'economia. E per gli abitanti di Bouakè diventa sempre più urgente ottenere quel rilancio economico e politico promesso dal governo.Immagini: Afp