Pyongyang (TMNews) - Non basta essere il "Grande successore" per arrivare effettivamente a governare un Paese complesso come la Corea del Nord. Ma Kim Jong-un, figlio ed erede del "Caro leader" Kim Jong-il, sembra essere sulla buona strada per imporsi sulle gerarchie, soprattutto militari, che detengono una fetta importante del potere reale nel regime di Pyongyang. L'ultima notizia è proprio la nomina di Kim Jong-un a maresciallo dell'Esercito, titolo già appartenuto al nonno e al padre, che è il preludio per arrivare a essere il capo indiscusso delle forze armate nordocoreane, Paese che dispone anche di capacità nucleare. Come spesso accade nelle dittature, però, alle nomine corrispondono anche epurazioni. Solo pochi giorni fa, infatti, era stato a sorpresa rimosso da ogni funzione il maresciallo Ri Yong-ho, considerato molto vicino al giovane Kim. Giochi di potere interni o volontà di liberarsi di un soggetto che poteva rivelarsi ingombrante? Difficilmente si potrà avere una risposta certa a questo dilemma. Nei palazzi di Pyongyang l'atmosfera è sempre opaca.