Goma (TMNews) - "Stavo lavorando nella nostra fattoria. Sono arrivati e mi hanno minacciato con le pistole, mi hanno detto: se non lasci che ti violentiamo, ti uccideremo. Mi hanno sbattuto per terra con la forza, poi mi hanno violentato e sono andati via". Flo ha 17 anni e ha il coraggio di raccontare la violenza subita da quattro soldati: decine di ragazze sono vittime di stupri nella regione di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, dove le aggressioni sono aumentate dopo gli ultimi scontri tra esercito e ribelli. La guerra senza fine ha gettato nella miseria migliaia di persone: alle tradizionali piaghe si aggiunge la violenza, di cui le donne sono vittime privilegiate. Elaine, 27 anni, è una di loro."Mi hanno buttata per terra, poi mi hanno lasciata senza soccorrermi: il giorno dopo sono andata in ospedale". Il tutto davanti agli occhi di suo figlio di 5 anni. L'Agenzia dell'Onu per i rifugiati ha allestito un ospedale da campo per i primi soccorsi, ma non sempre è sufficiente. "Alle vittime di stupro diamo il Pep Kit entro 72 ore, se ci sono complicazioni le mandiamo all'ospedale" spiega un medico. Il kit comprende medicine preventive e test per l'Hiv. Flo è fortunata rispetto ad altre donne: la famiglia e gli amici la sostengono e l'hanno convinta a tenere il bambino. "Ho capito che avevano ragione. Farò nascere il bambino, non importa che sia maschio o femmina. È stata una disgrazia". Un segno di speranza in una delle terre più ostili alle donne in tutto il mondo.