Shifang (TMNews) - La Cina forse non è poi tanta vicina, ma di certo sta cambiando. Come a Shifang, una città nel sud-ovest del paese. Eppure le premesse non sembravano del tutto incoraggianti. Come testimoniano queste scene di scontri tra polizia e migliaia di dimostranti a proposito del progetto di costruzione di un impianto da un miliardo di dollari dedicato alla produzione di rame che aveva scatenato grandi preoccupazioni di carattere ambientale.Dopo due giorni di scontri, le autorità locali hanno annunciato che rinunceranno all'impianto e che rilasceranno 21 delle 27 persone arrestate nei disordini. I timori della popolazione erano fondati. Il terribile terremoto che nel 2008 colpì la provincia del Sichuan, provocò infatti la distruzione di due impianti chimici a Shifang, costringendo allo sgombero di 6.000 persone. All'inizio le autorità avevano affrontato duramente le proteste, definite illegali, ma alla fine, di fronte alla mobilitazione, hanno dovuto cedere.L'opinione pubblica in Cina sta assumendo infatti un ruolo sempre più deciso e consapevole e utilizza sempre più spesso internet per confrontarsi e dare voce alle proprie esigenze. L'esempio di Shifang è significativo. Il gigantesco impianto metallurgico previsto era stato presentato come una solida risorsa economica che avrebbe portato flussi imponenti di denaro a una città devastata dal sisma del 2008. Ma gli indubbi e concreti vantaggi economici non sono riusciti a prevalere sull'ostinata consapevolezza ambientale dei residenti della zona.