Milano, (TMNews) - Il villaggio di Wukan era salito agli onori delle cronache internazionali per aver ottenuto una prima prova di elezioni democratiche in Cina. I suoi abitanti nel settembre del 2011 si erano ribellati contro l'esproprio dei terreni da parte del governo. E alla fine avevano ottenuto di poter votare i propri rappresentanti del villaggio. Ora però in molti considerano fallito il cosiddetto "modello Wukan"."Non è stato risolto nulla, siamo stati truffati - dice Liu Hanxu - Dicono che la terra non è stata venduta, che è falso. Bene, allora se così fosse, ce la diano indietro".Il governo sostiene che sono stati restituiti circa 250 ettari di terra espropriata inguistamente, ma gli abitanti di Wukan contestano che si tratta solo di un quinto dei terreni sottratti.E' evidente che il cambiamento è un processo lento. Gli ex funzionari di partito cacciati dai residenti devono ancora essere processati. E i neoeletti temono le conseguenze che questo potrebbe avere."Se non combattono la corruzione, se non prendono severi provvedimenti, si incoraggia soltanto la gente ad essere sempre più corrotta", dice Yang Maoseng, neoeletto vicecapo del villaggio.Mentre il partito comunista si avvia ad aprire il suo XXVIII congresso per eleggere la nuova classe dirigente, uno dei diktat è reprimere tutte le forme di protesta soprattutto nelle campagne. Sono chiaramente ancora una forza in questo Paese, lo si vede sui volti degli abitanti di questo villaggio. Loro attendono notizie sulle loro terre e sono pronti a insorgere di nuovo se non cambierà qualcosa.(Immagini Afp)