Roma, (TMNews) - Liu Ximesi ha scoperto di essere sieropositiva nel 2004, quando ha contratto il virus in un piccolo ospedale nella provincia di Henan, in Cina, in seguito a una trasfusione effettuata con un siringa infetta. Ora questa ragazza di 27 anni combatte non solo per ottenere l'indennità che le spetta, ma anche le scuse dell'ospedale e del governo cinese, visto che nel Paese asiatico chi è affetto da Aids viene continuamente discriminato."E' un'ulteriore sofferenza. Già c'è la malattia - racconta la ragazza - e come se non bastasse non ci sono solo gli sconosciuti ad aver paura di me, ma anche la mia famiglia. Non ci potevo credere. Tutto ciò che volevo era morire nella mia casa".Liu aveva 10 anni quando i suoi lunghi capelli rimasero impigliati in una trebbiatrice. Perse molto sangue e fu trasportata all'ospedale in stato di incoscienza. Fu in quell'occasione che subì una trasfusione, con una siringa infetta.Il primo dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata per la lotta all'Aids. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, in Cina 780mila persone sono affette dal virus Hiv. Ma ciò che è più grave è la discriminazione e l'isolamento che devono subire, da parte della società e del governo.Immagini: Afp