Roma, (TMNews) - Allarme di Greenpeace per l'inquinamento idrico in Cina. L'organizzazione ambientalista ha richiamato il Paese, invitandolo a rivedere i piani di espansione delle miniere di carbone e dei gruppi elettrogeni."Hanno cominciato a scavare la miniera di carbone nel 2005. E hanno aperto solamente ora, dopo 7 anni - spiega quest'uomo -. In questi anni passati, l'inquinamento è diventato terribile. Le ceneri di carbone fuoriescono in continuazione e hanno bloccato i fiumi. Non arriva più l'acqua".Pechino ha in programma di incrementare la produzione di carbone di 2,2 miliardi di tonnellate all'anno entro il 2015 per andare incontro alla domanda sempre più crescente di elettricità del Paese. Greenpeace sostiene che l'ingente quantità di acqua necessaria per l'estrazione di carbone e la produzione di elettricità avrà ricadute severissime sul Fiume giallo, il principale fiume della Cina.Immagini: Afp