Milano, (TMNews) - Microblogging nel mirino della censura cinese. I due principali siti che forniscono il servizio nel Paese, Weibo di Sina e Tencent, che gestisce anche la messaggistica con QQ, hanno dovuto bloccare in parte l'attività: si possono postare articoli e messaggi, non aggiungere commenti. Obiettivo consentire alle autorità l'operazione di "pulizia" da "informazioni illegali e dannose". Tutto è partito dalle voci di un presunto colpo di Stato, che si sono diffuse rapidamente sul Web dopo la riunione dell'Assemblea del popolo e l'epurazione del leader emergente del partito Bo Xilai: la valanga di commenti ha scatenato la reazione dello State Internet Information Office. Sei persone sono state arrestate, 16 siti chiusi.00.38 - 00.49"Le voci sul governo sono moltissime e corrono rapidamente - commenta il cliente di un coffee shop di Pechino, dove il wi-fi è gratis - ma nessuno sa cosa stia succedendo davvero".01.11 - 01.18"Il mio Weibo è stato censurato, ma non ha senso perchè a me non interessa la politica" dice una ragazza. Le voci di golpe si sono rivelate infondate, non le misure della polizia cinese, che ha arrestato 1.065 sospetti e cancellato più di 208mila messaggi "nocivi" nel corso della campagna per la sicurezza su Internet, scattata a metà febbraio.