"Posso nuotare ma non lontano". Usa una metafora il dissidente cinese Ai Weiwei per far capire la sua impossibilità di lasciare il Paese nonostante, dopo un anno, la misura cautelare nei suoi confronti sia formalmente sospesa. Un anno molto lungo, che tuttavia non ha fiaccato la determinazione dell'artista 55enne che continua a rappresentare una spina al fianco del governo cinese anche nella sua casa a Pechino. "Non penso ai pericoli che mi circondano - spiega Weiwei -. Sono stato in Cina per decenni e negli Stati Uniti per 12 anni. Ho viaggiato spesso in Europa. Ma ho sempre pensato che le mie azioni sono semplici e aperte". L'anno scorso è stato arrestato per avere sostenuto in rete le rivolte arabe. Dopo il suo rilascio, è stato accusato di evasione fiscale prima dell'ultimo capo di imputazione: pornografia. "Poichè le leggi in Cina non sono chiare - spiega Ai Weiwei - la foto di un maschio con quattro donne tutte nude pubblicata in rete e cliccata decine di migliaia di volte è per loro pornografia". E, tra ironia e dissidenza, la sua battaglia con Pechino continua.(Immagini Afp)