Roma, (TMNews) - "50mila dollari uno, due, venduto". Fino a poco tempo fa, in pochi avevano sentito parlare di case d'asta in Cina. Oggi, con il 27% del fatturato mondiale sono una seria sfida a nomi del calibro di Sotheby e Christie. Anche se di dimensioni più modeste rispetto alle rivali stranieri, 5 case d'asta cinesi attualmente sono nella topo ten mondiale. Il Guardian di Pechino in 5 anni è diventato uno dei più grandi operatori del settore.La direttrice Wang Yannah: "Nel '93 non c'era neanche una sola casa d'asta in tutta la Cina. Io non avevo nessuna esperienza, ma un amico che voleva aprirne una mi ha convinto". Un boom alimentato da un grande appetito, non si sa se più per l'arte o per il business. "Le opere hanno un alto valore artistico e il mercato cinese è in espansione perciò penso che questo sia un investimento". L'anno scorso Zhang e Qi Bashi, due artisti specializzati in dipinti d'inchiostro, hanno superato Pablo Picasso come best-seller nelle aste a livello internazionale. C'è da scommettere che il boom andrà avanti. Perchè mentre Christie e Sotheby devono, per legge, limitare la loro presenza a Pechino ad un ufficio vendite le case d'asta cinesi possono aprire senza limiti filiali all'estero. (immagini Afp)