Reggio Calabria, (Tmnews) - Un'oasi felice a Reggio Calabria, in mezzo a una città uccisa dalla 'ndrangheta e dalle scarsissime possibilità di lavoro per i giovani. E' la Casa Sant'Agata, il centro sportivo della Reggina Calcio dove circa quattrocento ragazzi, di tutte le fasce d'età, si allenano. Non tutti diventeranno dei campioni, ma lontano dalla strada impareranno dei nuovi valori. "La vittoria arriva all'ultimo, come conseguenza di un processo che parte dall'aver acquisito quei valori di cui oggi si sente molto la mancanza":a parlare è Gaetano Gebbia, un ex guru dei settori giovanili del basket nazionale chiamato a Reggio Calabria per coordinare l'attività dei baby calciatori della squadra amaranto. Nel pomeriggio i potenziali campioni studiano come tutti gli altri coetanei, italiano, storia, matematica e lingue straniere. Come conferma il responsabile delle giovanili, Salvatore Laiacona: "I ragazzi - spiega - devono sapere che la scuola è comunque un percorso importante". C'è anche una foresteria per chi arriva da lontano alla casa Sant'Agata, considerata una delle eccellenze dei settori giovanili delle squadre del sud. Il centro è stato fortemente voluto dal presidente della Reggina Lillo Foti: "Nella vita - sottolinea - è importante avere degli obiettivi. Qua ce n'è uno concreto. Il giovane che entra dal cancello del Sant'Agata sa che a destra c'è l'opportunità di coronare un sogno"