Catania (TMNews) - A Catania il caldo non basta per far partire la stagione balneare pubblica. Un ritardo che irrita i bagnanti etnei costretti a rinunciare ai loro solarium nella scogliera di Ognìna, ancora in costruzione e privi di servizi. Dietro il ritardo dell'apertura l'agguato a colpi di pistola avvenuto il 30 maggio scorso ai danni dell'imprenditore che aveva vinto l'appalto per la costruzione delle strutture balneari pubbliche della città. Nei lidi privati della scogliera e della Plaia la stagione estiva è cominciata invece regolarmente l'1 giugno. Ignazio Ragusa, consigliere del sindacato italiano balneare della provincia di Catania: "Ricordiamo che il Comune tende a fornire dei servizi di base, per fare avere a chi ha meno possibilità di spendere servizi di altro livello e la possibilità di fare balneazione in condizioni di sicurezza".L'assessore al Mare del Comune di Catania, Massimo Pesce, ha comunicato che entro sabato 16 giugno, i cittadini potranno riappropriarsi delle loro strutture, a oggi però la costa catanese si presenta come un cantiere a cielo aperto, invasa da sporcizia e degrado."Fa un po' rabbia - aggiunge Ragusa - vedere che nonostante la volontà di lavorare, produrre, portare turismo in tutta la città, ahimé burocraticamente ci sono sempre questi stop, questi alt, da parte dell'amministrazione e da parte di chi gestisce la cosa pubblica".