Barcellona (TMNews) - Il sogno, o l'incubo secondo alcuni, della secessione Catalana è più lontano il giorno dopo le elezioni regionali, che hanno visto una brusca battuta d'arresto per il partito nazionalista di centrodestra del governatore Artur Mas, che aveva puntato forte su un referendum per l'indipendenza dalla Spagna."Siamo chiaramente lontani dalla maggioranza che avevamo sperato - ha detto Mas alla stampa - Avevo cercato di far capire che per affrontare questo processo ci serviva un governo molto forte, ma ora siamo lontani dai risultati in cui speravamo".La stampa, catalana e nazionale, parla senza mezzi termini di una sconfitta per il governatore, il cui partito ha perso 12 seggi. Ma a guadagnarne 11 sono invece altri indipendentisti, che però sono un partito di sinistra quasi radicale, molto lontano da Mas. Lo scenario viene quindi definito "ingarbugliato" e la road map per il referendum, consultivo e definito "illegale" da Madrid, appare ora più faticosa. Ma i militanti del partito del governatore non mollano. "La Catalogna - spiega una signora - vuole essere indipendente. L'Europa deve capire una volta per tutte che siamo diversi dalla Spagna. Non abbiamo nulla in comune. Ed è per colpa sella Spagna che ci troviamo in questa situazione".Complessivamente ora i seggi dei partiti "catalanisti" sono passati da 76 a 74, mentre gli "spagnolisti" ne hanno 28, otto in più rispetto al precedente parlamento. Come gestire questa maggioranza eterogenea è però il vero problema per Mas, e su questo si gioca la partita politica da oggi.