Palermo (TMNews) - Palermo ricorda Giovanni Falcone. Vent'anni fa, il 23 maggio 1992 morivano a Capaci, nei pressi di Palermo, il giudice antimafia, la moglie anch'essa magistrato, Francesca Morvillo e i 3 agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicilio e Antonio Montinaro. Circa 500 chili di tritolo, posizionati in un tunnel scavato sotto l'autostrada tra il capoluogo siciliano e l'aeroporto di Punta Raisi, vennero fatti saltare in aria con un comando a distanza mentre Falcone e la sua scorta stavano transitando su due auto. L'esplosione fu devastante, spazzò via oltre 300 metri di strada coinvolgendo anche altre vetture. Esecutore materiale dell'attentato fu riconosciuto anni dopo Giovanni Brusca, fu lui, secondo i magistrati, a premere il tasto sul telecomando facendo esplodere l'ordigno.Quell'evento, insieme al successivo attentato costato la vita a Paolo Borsellino, segnò a suo modo una svolta nella lotta contro Cosa Nostra. Da allora, infatti, accanto alle ipotesi di collusioni tra Stato e mafia di cui si discute ancora oggi, si moltiplicarono i pentiti e le informazioni ricavate portarono all'arresto del capo della Cupola mafiosa, Totò Riina.