Il Cairo (TMNews) - Piazza Tahrir, luogo simbolo di quella che è stata chiamata - a torto o a ragione - Primavera araba, si ribella a quella che è stata la più evidente conseguenza della propria protesta, ossia la caduta di Mubarak e la successiva elezione alla presidenza dell'islamista Mohamed Morsi. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il decreto presidenziale che amplia i poteri del capo dello Stato."Diciamo a Morsi - spiega una manifestante - di stare attento alla rabbia della gente, che sta montando e non si fermerà . Questo tentativo dittatoriale ci ha fatto infuriare". "Noi - aggiunge un uomo - siamo terrorizzati dall'idea che anche l'Egitto possa tramutarsi in uno Stato confessionale. Quando mi guardo in giro vedo esempi come il Sudan o l'Iran, e stiamo per imboccare un tunnel oscuro. Io sono convinto che gli egiziani si batteranno per far cambiare idea al presidente Morsi".Le manifestazioni sono poi degenerate in scontri con la polizia, che hanno lasciato sul terreno un morto e diversi feriti. E oggi è difficile non ripensare al detto, nato con la Rivoluzione francese e Robespierre, che "la rivoluzione divora sempre i suoi figli", sperando che si faccia ancora in tempo a evitare il ricorso massiccio, per restare nella metafora francese, alla ghigliottina.