Cambogia (TMNews) - Disboscamenti selvaggi e violenze contro gli attivisti che si battono per difendere le foreste: dopo l'ennesima uccisione di un manifestante da parte della polizia militare, la popolazione cambogiana ha deciso di dire basta. E ora gli abitanti hanno istituito addirittura delle ronde, per difendere i polmoni verdi del Paese asiatico e dire no all'aggressione alle foreste. "Le violenze - spiega l'attivista Doung Deoum - non ci scoraggiano: le nostre azioni continueranno più di prima. Certo, abbiamo anche paura ma non possiamo permettere che tutto questo continui. Insieme dobbiamo portare avanti la nostra lotta". Il disboscamento selvaggio nella giungla cambogiana significa mettera a rischio l'ambiente dove vivono migliaia di persone. E le ong internazionali accusano implicitamente le autorità. "Il governo - racconta Ou Virak, presidente di un gruppo per la tutela dei diritti umani in Cambogia - è incapace o non vuole intervenire contro il disboscamento illegale e la deforestazione. Io credo che ora tocchi alla popolazione scendere in campo e fare qualcosa".(immagini AFP) Il governo cambogiano si trincera dietro l'impossibilità di monitorare tutte le risorse ambientali, ma ciò non cambia la situazione. E gli attivisti pro foreste continuano con le loro ronde, sperando di non dover ricorrere a loro volta alla violenza.