Rio de Janeiro (TMNews) - Mentre il pianeta calcio si prepara ai Mondiali brasiliani del prossimo anno con la Confederations Cup, a Rio de Janeiro va in scena un torneo alternativo, dedicato agli abitanti della favela della metropoli che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni per fare spazio alle infrastrutture per gli eventi sportivi."Abbiamo creato questo movimento giovanile - spiega uno dei promotori della protesta - per sostenere le persone che sono state trattate come degli invasori. Ma tutti i residenti di questa zona vivono qui da oltre 85 anni".Sui campetti della coppa alternativa si respira quell'aria di genuinità e passione che il calcio globalizzato sembra avere smarrito. "Per come sono concepite la Coppa del Mondo e la Confederations Cup - aggiunge un'urbanista - si tratta di un business per gli sponsor e le imprese di costruzioni. Noi stiamo provando a organizzare un torneo i cui profitti vadano alle comunità locali e ai residenti. Le persone che sono qui a giocare oggi".Il pallone, insomma, come strumento per esaltare il talento, che in Brasile non manca mai, ma anche per difendere i diritti dei più deboli. Un sogno alternativo che oggi appare lontanissimo dal Maracanà, ma l'entusiasmo di promotori e giocatori da solo basta per giustificare almeno una speranza per il futuro.