Sittwe, (Tmnews) - Recinti di filo spinato e polizia. A Sittwe, in Birmania, la comunità musulmana è stata confinata in un ghetto. La città è stata stata teatro negli ultimi mesi di scontri violentissimi tra la comunità di fede islamica e la maggioranza buddista. Diverse migliaia di musulmani Rohingya sono controllati a vista dalla polizia fuori dalle recinzioni. Le autorità assicurano che è solo una soluzione temporanea."Il governo ci ha assicurato che la soluzione è stata adottata per riprendere il controllo di una situazione a rischio e che si tratta di una separazione temporanea e non di segregazione", ha detto un rappresentante dell'Onu in Myanmar. Da giugno sono state uccise 90 persone negli scontri, cui hanno partecipato anche i monaci buddisti.Dentro il ghetto i negozi sono chiusi, non c'è lavoro e il cibo scarseggia. I musulmani si sentono circondati dai buddisti e temono un attacco."Abbiamo perso tutto - racconta questo ragazzo che vive nel ghetto - non abbiamo più niente, l'unica cosa che ci resta è la vita".La maggior parte dei Rohingya è fuggita via, ma alcune migliaia si sono rifiutate di abbandonare le proprie case. La discriminazione verso questa etnia resta sovrana, spiega Benjamin Zawacki dell'Organizzazione internazionale per il diritto allo sviluppo."Si manifesta in tutti i modi: anche nelle restrizioni al movimento, nel campo del lavoro, dell'educazione e dell'accesso al sistema sanitario".(Immagini AFP)