Baku (TMNews) - Violenze e discriminazioni: è molto difficile la vita per gli omosessuali nella repubblica caucasica dell'Azerbaigian, dove le autorità negano addirittura l'esistenza di gay e lesbiche, come ha dichiarato il presidente del comitato per la Politica sociale del parlamento azero. "Non abbiamo questo problema - spiega il professor Hadi Rajabli - nel nostro Paese ci saranno solo due o tre persone malate. Alcune persone cercano di farne una questione nazionale, ma qui in Azerbaigian non abbiamo problemi".Gli omosessuali, dunque, come fantasmi. Che però, qui a Baku, a volte trovano anche il coraggio di parlare, come nel caso del 18enne che chiameremo Anar. "Un anno fa - racconta - i miei migliori amici mi hanno detto che avrei dovuto vedere uno psicologo per smettere di essere gay, e io allora per non farlo ho raccontato a loro che avevo una fidanzata. Ma adesso non ho più voglia di fingere"."Ci sono molti pregiudizi - spiega l'attivista per i diritti civili Vugar Adigozalov - e la gente pensa che i gay siano uomini che si vestono da donna e vivono di prostituzione". E così capita spesso che i gay, come è capitato anche ad Anar, vengano picchiati e pesantemente emarginati, anche all'ombra dei grattacieli ipermoderni di Baku, la città che guarda al futuro, ma dove gli omosessuali non esistono.(Immagini Afp)