Roma (TMNews) - Per tanti è una rivoluzione. La riforma della giustizia sportiva voluta da Giovanni Malagò ha preso forma e all approvazione della Giunta Nazionale, è seguita quella del Consiglio nazionale del Coni. Con tre voti contrari: Federnuoto, Federbasket e soprattutto Federcalcio. Un passo che soddisfa il capo dello sport italiano."Significa molto, credo che fosse un tema assolutamente sentito e che ci fosse, oltre che la necessità, anche un dovere da parte del Coni di provvedere a riformarla". Fino al 30 giugno - il tempo necessario alla scrittura di regolamenti e aspetti attuativi - resterà in vigore il sistema attuale, poi spazio al nuovo ordinamento. Le novità principali le illustra lo stesso Malagò: "Esisterà adesso un collegio di garanzia, che funzionerà nè più nè meno come la Cassazione nel nostro Paese, e una Procura generale del Coni, che avrà il compito di verificare e di controllare che tutti gli aspetti endofederali abbiano sia nella forma, sia nel merito, che nel tempo, i percorsi corretti". E' ovviamente il voto contrario della Federcalcio a fare più rumore. "Argomento che si conosceva... Al calcio e al nuoto si è aggiunta solo la pallacanestro e mi sembra onestamente un grandissimo successo. Fa capire quanto il mondo dello sport volesse e richiedesse questa riforma e ne abbia apprezzato l'impostazione". Anche perché, spiega Malagò, "sarebbe una follia che l'agenda e l'impostazione della giustizia sportiva siano dettate per lo sport dal calcio e non viceversa... Io ritengo che il calcio in questo momento debba trovare delle soluzioni proprio in virtù di quello che è un supporto che può dargli il Coni ai suoi problemi, a cominciare ovviamente dal tema della giustizia sportiva. Secondo me è un gravissimo errore se uno chiedesse invece o pretendesse di farlo tutto all'interno del percorso federale."