Milano, (TMNews) - Un missile israeliano colpisce un'auto, a bordo c'è Ahmed al-Jabari, il capo delle operazioni militari di Hamas. E' il 14 novembre e Israele dà il via all'offensiva su Gaza uccidendo uno dei suoi più grandi nemici, come ammettono tutti gli esperti di Medioriente.Eppure, aggiungono, eliminarlo è stato un grande errore. "Io penso che gli obiettivi di Israele non siano stati raggiunti con la sua morte - spiega Elizabeth O'Bagy dell'istituto di studi sulla guerra - Anzi, ci sarà una proliferazione di gruppi estremisti e causerà un incremento della violenza".Soprattutto nel caso di un cessate il fuoco da rispettare per evitare nuovi bombardamenti è fondamentale avere il controllo sui militanti più estremisti. Jon Alterman è un esperto di strategia e intelligence. "Ci sono persone finite nelle prigioni di Hamas per aver lanciato razzi contro Israele. Non per aver sparato ma per averlo fatto nel momento sbagliato. E al-Jabari era uno di quelli che li imprigionava". Il comandante di Hamas ucciso è anche quello che ha rivoluzionato la struttura militare del gruppo estremista, trasformandolo da un'accozzaglia di forze diverse in un esercito. "Non avere qualcuno come lui, un tutore della pace e della guerra, può rendere difficile non solo trovare un accordo ma anche evitare ancora il conflitto".