Genova (TMNews) - "Impronte digitali sulla moto ce ne sono, il problema è che stanno valutando la utilizzabilità cioè la concretezza e, ammesso che siano utilizzabili, bisogna trovare a chi appartengono". Lo ha detto il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, rispondendo alla domanda di un giornalista sugli accertamenti degli inquirenti sullo scooter Yamaha X Max 250 che sarebbe stato usato dagli attentatori dell'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.