Afghanistan, (TMNews) - Un sito archeologico ricco di tesori, i resti di un monastero buddista del IV secolo, destinato a sparire per far posto a una miniera di rame. L'Afghanistan si trova a fare i conti con la scelta tra sviluppo economico e tutela della sua storia e cultura: una società cinese ha i diritti per sfruttare la miniera, che sorge accanto al sito, ma questo significa la distruzione dell'80% dell'area. Gli esperti sono al lavoro per salvare quel che resta di villaggi, templi e migliaia di statue buddiste: monete, gioielli e vasellame sono facili da trasportare, per il resto, tra cui alcuni degli artefatti buddisti più antichi al mondo, si sta studiando."Faremo scansioni in 3D delle cappelle più piccole, così se dovessimo spostarle potremmo riassemblarle altrove, costruendo nuovi muri e ricreando sculture e decorazioni" spiega Nicolas Engel della delegazione francese per l'archeologia in Afghanistan. Nonostante l'importanza dell'accordo con la compagnia cinese, la perdita culturale è grandissima."Quando ho saputo che il sito sarebbe stato distrutto mi si è spezzato il cuore" dice Jawed, capo archeologo del sito. Il direttore del museo archeologico di Kabul, che esporrà i manufatti presi dal sito, sottolinea l'importanza dell'eredità culturale afgana."Penso che estrarre il rame sia importantissimo per il nostro governo, ma preservare la cultura è la nostra priorità. Dobbiamo proteggerla e preservarla per le prossime generazioni".(immagini Afp)