Kabul (TMNews) - In Afghanistan si avvicina la data del ritiro delle truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti. In previsione di questa transizione alla fine del 2014, l'esercito afgano assume compiti e rischi sempre più in prima persona.Una pattuglia del 91esimo Reggimento di cavalleria aviotrasportata statunitense in perlustrazione nella provincia del Logar, a sud di Kabul, è in azione senza l'appoggio dei reparti afgani. Le operazioni miste, infatti, si sono notevolmente ridotte dopo una serie di attacchi alle spalle contro le forze della coalizione messi in atto da talebani infiltrati nell'esercito regolare afgano. Ma quando viene rinvenuto un razzo sospetto, le cose cambiano."Potrebbe essere un trappolamento esplosivo, un congegno pronto a scoppiare non appena sollevato o manipolato", spiega il sergente Jason Patrick.Viene contattata l'unità afgana più vicina,Mentre i reparti afgani entrano in azione, i cosiddetti "angeli custodi" si schierano a protezione del perimetro di sicurezza. Una precauzione, assicurano gli ufficiali, ma il pensiero corre ai 50 soldati occidentali uccisi nel corso di attacchi "green on blue" nel gergo Nato da parte di insortii in divisa.Gli afgani risolvono il problema di una possibile booby trap con una disinvoltura sconcertante, molto lontana dai protocolli degli specialisti del genio della Nato."Conosciamo bene questo tipo di razzi - spiega il tenente Ahmad Jabryal - Li abbiamo trovati molte volte. E ci basta un occhiata per sapere se sono davvero pericolosi".È su questa fiducia e autostima, che sfiora pericolosamente la noncuranza, che il comando Nato spera possa poggiare il futuro di un Afghanistan senza più truppe straniere, affidato al suo destino e alle sue forze di sicurezza. Il prossimo futuro dirà se si tratta in realtà di un wishful thinking, poco più di un castello in aria.(Immagini Afp)