Kabul (TMNews) - Uno straordinario patrimonio archeologico, che ha rischiato di scomparire con il regime dei talebani, riprende vita. Siamo nella valle di Bamiyan, in Afghanistan, patrimonio dell'umanità dell'Unesco e culla del buddismo Gandhara, diventata famosa poco prima dell'attacco militare del 2001, quando i talebani distrussero due statue giganti di Buddha, costruite 1.500 anni fa, con l'accusa di rappresentare un simbolo anti islamico. Più di dieci anni dopo la situazione è cambiata: caduti i talebani, gli archeologi sono impegnati nel recupero di quel patrimonio unico. Ai piedi della collina che ospitava i due Buddha giganti, 130 chilometri a ovest di Kabul, hanno scoperto un sito inesplorato: all'interno i resti di un terzo Buddha. Un sito grande come mezzo campo di calcio con tesori inestimabili: alla spedizione guidata da Zemaryalai Tarzi, francese di 75 anni, nato proprio in Afghanistan, il compito di riportarli alla luce. Per ora sono coperti di terra e roccia, per difenderli dai saccheggi. Gli archeologi puntano a insegnare ai giovani afgani il valore della loro storia, perchè imparino a difenderla.(immagini AFP)