Abu Dhabi, (TMNews) - Il sole del deserto picchia incessantemente sugli edifici di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi. Una sfida per gli architetti alla ricerca di soluzioni che mantengano le strutture fresche e contemporaneamente eco compatibili.Per Abdulmajid Karanouh, ideatore dei due grattacieli gemelli simbolo della città, l'ispirazione è arrivata dal passato."Dovevo evitare che il sole cadesse direttamente sulla superficie dell'edificio, perché questo provoca un forte surriscaldamento. Un concetto semplice che non ho esitato a relizzare usando mashrabiya, ispirata al passato e alla natura".Karanouh ha quindi riprodotto una delle strutture tipiche dell'archtiettura araba, un reticolo che spezza i raggi del sole permettendo di mantere gli edifici freschi senza bloccare la luce o la vista. Un altro problema è stato riuscire a schermare per tutto il giorno il sole mentre compie il suo arco in cielo. La soluzione anche in questo caso è arrivata da un'arte antica: gli origami.Le finestre sono state coperte con schermi triangolari tridimensionali, controllati da un computer che li apre e li chiude a seconda del movimento del sole. Questo permette un doppio risparmio energetico: meno luce artificiale visto che il tessuto trasparente permette di far entrare sempre i raggi del sole, e dimezzamento dell'aria condizionata visto che il sistema mantiene i muri freschi.Quello che manca del tutto, in una città inondata di luce, sono tecnologie moderne come i pannelli solari. Un paradosso solo apparente, in realtà vento e sabbia costringerebbero a pulire frequentemente i pannelli, uno spreco d'acqua ed energia superiore a quella prodotta.Ad Abu Dhabi la tecnica del passato sconfigge la tecnologia del futuro.