Sarajevo (TMNews) - "Queste sedie dicono tutto... Non c'è null'altro da aggiungere. Tutte queste sedie sarebbero potuto essere delle persone"."Adesso ti rendi davvero conto della grandezza di questo numero. Abbiamo sempre detto 'migliaia', più o meno, ma questa cifra è impressionante... soprattutto quando vedi queste piccole sedie".Le lacrime e la commozione dei cittadini di Sarajevo in Bosnia di fronte alle 11.541 sedie rosse, allineate sul Corso Maresciallo Tito, una per ciascun civile ucciso nella città durante i 44 mesi dell'assedio iniziato 20 anni fa, il 6 aprile del 1992, hanno segnato le celebrazioni per l'anniversario del conflitto.Di fronte alle sedie vuote, una piccola orchestra e il coro intonavano brani composti durante l'assedio. Sulle sedie più piccole, orsacchiotti e peluche per ricordare le centinaia di bambini uccisi durante la guerra."Sapevo di questa installazione - dice questa ragazza - ma vederla così mi tocca il cuore. È un'immagine che non dimenticherò".Era il 5 aprile del '92 quando 50mila bosniaci di tutte le etnie e religioni si radunarono a Sarajevo, per una grande manifestazione per la pace. Su di loro si abbatterono i primi colpi dei cecchini serbo-bosniaci, uccidendo due donne. L'indomani, il 6 aprile era la guerra. Il conflitto serbo-bosniaco, che ha portato all'indipendenza della Bosnia dalla ex Jugoslavia, è stato considerato il più sanguinoso d'Europa dopo la Seconda guerra mondiale: in tutto le vittime furono oltre 100mila.