Oslo, (TMNews) - Stragi senza senso che hanno colpito al cuore la Norvegia, la sua capitale e i sui giovani. Il 22 luglio del 2011 Anders Behring Breivik, 32 anni, cresciuto in solitudine nell'odio del diverso, piazzo' 950 kg di esplosivo davanti al palazzo del governo nel pieno centro di Oslo uccidendo otto passanti. Poi si diresse verso il secondo obiettivo della sua mente folle: l'isola di Utoya che ospitava in quei giorni 600 giovani laburisti. Armato di mitra sparò all'impazzata contro chiunque si trovasse sulla sua strada senza nessuna incertezza. Sotto i suoi colpi morirono sessantanove ragazzi, centinaia quelli rimasti feriti prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Lui si fece arrestare impassibile e freddo. La sua mano, armata dall'odio, sul suo sito Internet aveva scritto 1.500 pagine di deliranti proposizioni a sfondo nazista e razzista. La strage sconvolse l'intero Paese e il mondo. Il processo iniziato il 16 aprile, tra le altre cose deve accertare la sanità mentale dello spietato assassino che in aula alzò il pugno al cielo e esclamando "L'ho fatto per voi, sono sano e non sono pentito".