E' l'uovo di Koolombo: l'autorevole economista del Nomura Institute, Richard Koo - in arrivo in Italia in questi giorni per il Workshop di Cernobbio di The European House-Ambrosetti - propone una ricetta per porre fine alla crisi del debito europeo e rilanciare l'Europa: una soluzione, a suo parere, semplice, efficace e possibilissima in quanto senza oneri per i tedeschi, senza necessità di una stretta integrazione fiscale, senza eurobond. In grado di risolvere il problema una volta per tutte e impedire una crisi esplosiva sempre dietro l'angolo, nonostante la relativa e provvisoria bonaccia attuale. Koo, il massimo esperto dei problemi dell'economia giapponese dagli anni '90 in poi, è noto soprattutto per la sua teoria della "recessione da balance sheet". Che molti Paesi europei siano sostanzialmente in recessione da balance sheet è dimostrato dal fatto che il settore privato ha aumentato negli ultimi anni il risparmio - comprendendo la riduzione del debito – nonostante i tassi di interesse ai minimi storici."Se guardiamo a Paesi come Spagna, Italia, Irlanda, Portogallo - e anche Regno Unito - vediamo che il risparmio del settore privato eccede il deficit di bilancio" (l'eccezione qui è solo la Grecia). Perché allora i tassi di interesse si erano alzati in Paesi come Italia e Spagna anche se il risparmio privato eccedeva il deficit di bilancio? "Se sei un gestore di fondi in Usa, Giappone o Uk regolamentato - osserva Koo - non puoi assumere un rischio di cambio eccessivo o troppi rischi sul capitale (ad es. non puoi mettere tutti i tuoi soldi in azioni e devi riservarne una parte al reddito fisso). E se il settore privato nel complesso del Paese non sta assumendo nuovo debito, dove puoi mettere i soldi? L'unico posto sono i titoli di Stato". In Europa, invece, questo meccanismo non funziona per un motivo molto semplice. "Se sei un gestore italiano o spagnolo esattamente nella stessa situazione, non devi necessariamente comprare titoli italiani o spagnoli. Puoi comprare bond tedeschi, olandesi,finlandesi perché sono tutti nella stessa area valutaria. Ci sono 17 scelte, mentre in Giappone o Uk o Usa solo una". In pratica, si è creata una fuga di capitali per cui il risparmio dei Paesi deboli dell'Eurozona va a finanziare le economie più forti dell'area. Il suggerimento di Koo è che va introdotta una misura per assicurare che una parte consistente del risparmio di un Paese "debole" resti in quel Paese anziché finire in Bund. Il suggerimento è l'introduzione di meccanismi di incentivazione in questo senso. Koo pensa all'introduzione di "risk weights" più bassi per il possesso di bond domestici rispetto alla detenzione di bond esteri (con requisiti maggiori per il possesso di bond non nazionali), come meccanismo per favorire il riciclo del risparmio dentro il Paese in cui è originato. Con una intesa collettiva sui relativi requisiti, insomma, andrebbe reso un po' più oneroso alle istituzioni finanziarie di ogni singola nazione la detenzione di bond non domestici rispetto al possesso di bond nazionali. In questo modo i tassi domestici nell'Europeriferia resterebbero bassi e non ci sarebbero più crisi. In aggiunta, la Banca Centrale Europea - anzi, la Troika - dovrebbe dare la sua piena benedizione al fatto che i Paesi in balance sheet recession possano superare il limite del 3% fissato per il deficit dal trattato di Maastricht.