Nel tempio del sumo, la Ryugoku Kokugikan di Tokyo, il campionato mondiale è stato vinto da uno yokozuna giapponese ma anche da un concorrente lituano. Un esito che non stupisce, visto che l'est europeo ha sfornato negli ultimi anni vari campioni. La particolarità è che si tratta del primo campionato mondiale di sumo per robot, che si sfidano nel cercare di gettare l'avversario fuori dal ring (che ha un diametro di 1,54 metri, circa un terzo del ring ufficiale per il sumo). L'evento è stato organizzato dalla Fuji Soft di Yokohama (e sponsorizzato da molte grandi aziende tecnologiche), che ha deciso di varare un vero campionato globale, visto che la pratica si è diffusa in 17 Paesi, coinvolgendo circa mille robot l'anno. Anzitutto si è tenuta la finale del campionato nazionale giapponese, già alla 26esima edizione; poi il robot locale vincente, nominato yokozuna, è entrato in lizza per il campionato mondiale che ha visto 43 robot provenienti da nove Paesi (Brasile, Messico, Austria, Turchia , Romania, Spagna, Colombia, Polonia, Lituania). I robot non devono pesare più di 3 chili e misurare più di 20 cm in larghezza .Due le categorie: robot autonomi (che si muovono con movimenti pre-programmati) e robot radiocomandati. Il neo-yokozuna robot Bishamon Zero ha prevalso tra i radiocomandati, con il team composto da Masaaki Hashizume e Rikiya Sato della MiraiRobo Koken, un club di robotica dell'istituto tecnico superiore Oita Kogyo. Tra gli autonomi, l'alloro mondiale è andato a Blitz del team lituano formato da Einars Deksnis e Agnese Kapace.