Ogni anno, il 7 febbraio, a Tokyo va in scena il giorno contro la Russia e l'ambasciata di Mosca viene presidiata in forze dalla polizia per evitare intemperanze da parte degli estremisti di destra. Il Giappone rivendica quattro isole a nord dell'Hokkaido che furono occupate dalle truppe di Stalin alla fine della seconda guerra mondiale, quando il Paese si era già arreso. E' il rovescio della situazione delle isole Senkaku, controllate dal Giappone ma rivendicate dalla Cina. Il premier Shinzo Abe, prima di recarsi proprio dal presidente Putin a Sochi per l'inaugurazione delle Olimpiadi invernali, è accorso al rally popolare per la rivendicazione territoriale, assieme agli ultimi profughi, ormai molto anziani, scacciati tra il 1945 e il 1946. E' una mossa che occhieggia alla politica interna ma che appare contraria agli usi diplomatici. Nel suo discorso, il premier ha citato più volte Putin, dicendo che va a incontrarlo per la quinta volta e facendo capire che troverà una soluzione negoziata che porti alla firma di un trattato di pace, che incredibilmente i due Paesi non hanno ancora firmato proprio a causa di questo contenzioso. Ma Abe ha invocato anche il sostegno patriottico di tutto il popolo. Per le strade di Tokyo, però, è una impresa trovare un singolo giapponese che sappia il nome di tutte e quattro le isole rivendicate dal governo