Nella notte tra il 9 e il 10 marzo di 70 anni fa, gran parte della città di Tokyo fu distrutta dal più massiccio e violento bombardamento aereo della storia. Circa 300 B-29 americani provenienti dalle Marianne sganciarono bombe incendiarie, secondo la nuova strategia terroristica promossa dal generale Curtis LeMay, finalizzata a costringere alla resa il Giappone anche attraverso la distruzione delle città e non solo di obiettivi militari. Nelle fiamme alimentate dal vento e dal legno delle case perirono oltre centomila persone: la gente non riuscì a salvarsi dalle fiamme nemmeno gettandosi nel fiume Sumida e nei canali infuocati. Oggi il tragico evento è stato commemorato presso il parco Yokoamicho, nel quartiere di Ryugoku, dove esiste un monumento commemorativo che al suo interno raccoglie i nomi delle vittime. C'è ancora chi chiede compensazioni per i sopravvissuti e chi invoca la costituzione di un museo pubblico della pace che ricordi meglio quanto accaduto. Alcuni sopravvissuti si sono recati al museo circoscrizionale del quartiere di Sumida, che offre una discreta documentazione fotografica abbinata a molti disegni e dipinti. Per una curiosa coincidenza, oggi nel centro di Tokyo sventolano incrociate le bandiere di Giappone e Germania per la visita della cancelliera Angela Merkel. E' l'ambasciata degli Stati Uniti a essere presidiata in forze dalla polizia. Non manca infatti chi protesta contro quello che viene considerato un crimine contro l'umanità. Gli uyoku, gli estremisti di destra, che dai loro rumorosi camioncini lanciano slogan antiamericani.L'ambasciatrice Caroline Kennedy ha presenziato alla commemorazione.