Svizzera e Giappone sono i due Paesi avanzati che hanno avuto l'inflazione più bassa negli ultimi 20 anni, con Tokyo spesso in deflazione e la Svizzera a volte. Il presidente della Banca Nazionale Svizzera, Thomas Jordan, ha presieduto a Tokyo un simposio sulle politiche monetarie di Svizzera e Giappone, nel quadro delle celebrazioni per i 150 anni delle relazioni diplomatiche bilaterali. Jordan ha sottolineato che un contesto economico difficile, shock esterni e l'apprezzamento del cambio hanno avuto un ruolo-chiave nel provocare una inflazione bassa o comunque inferiore alla media nei due Paesi. Il ruolo di valute-rifugio di yen e franco svizzero hanno indotto politiche monetarie decise e piuttosto interventiste, al di la' del campo dei tassi di interesse. Per Berna, la svolta e' arrivata nel settembre 2011 con l'introduzione del cambio minimo sull'euro. Entrambe le banche centrali hanno aumentato notevolmente il loro balance sheet. In Giappone la politica monetaria introdotto l'anno scorso ha portato gli asset della banca centrale a oltre il 40% del Pil sotto forma soprattutto di acquisti di bond statali, mentre in Svizzera da oltre un paio d'anni gli asset della banca nazionale sono aumentati fino all'80% del Pil sotto forma soprattutto di riserve valutarie. Berna non poteva cercare di frenare l'apprezzamento del cambio, come ha fatto il Giappone, con l'acquisto di bond a causa delle dimensioni ridotte del suo mercato delle obbligazioni pubbliche. Se in aprile, grazie all'aumento dell'Iva l'inflazione e' balzata in Giappone al 3,2% (e all'1,5% escludendo l'effetto Iva, dunque vicino al target del 2% introdotto l'anno scorso), la Svizzera resta in difficoltà con il suo target di stabilita' dei prezzi che in teoria prevede un aumento dei prezzi al consumo inferiore al 2 per cento annuo (ma non troppo e non allo zero per cento, come in aprile). Jordan evidenzia che il rischio-deflazione e' superiore in Svizzera rispetto all'area euro, nella quale - dice - la politica monetaria e' importante ma altre politiche (strutturali e di budget) sono ancora più importanti sul medio lungo-termine per cercare di riportare l'economia europea a più alti tassi di crescita.