Mentre le rivali Panasonic e Sharp sono tornate in utile dopo due anni di forti perdite, Sony continua a deludere gli investitori. E promette l'ennesima ristrutturazione. Il gruppo giapponese ha annunciato di essere ripiombato in rosso nell'esercizio concluso il 31 marzo e prevede di restare in perdita anche nell'annata appena iniziata: sarà il sesto esercizio in perdita nelle ultime sette annate. La perdita netta - in linea con il profit warning emesso il primo maggio, il terzo dell'annata - è stata di 128,4 miliardi di yen, contro l'utile netto per 41,5 milioni dell'esercizio precedente, su ricavi pari a 7.767,3 miliardi di yen (in crescita del 14,3% in termini di valuta nipponica ma in ribasso del'1,5% a tassi di cambio costanti). Per il corrente esercizio Sony prevede ricavi stazionari e una perdita netta di 50 miliardi di yen, pur con un miglioramento del risultato operativo a 140 miliardi di yen da 26,5 miliardi (-88%) nell'annata appena conclusa. A incidere negativamente sui risultati sono stati, in particolare, i costi di ristrutturazione (compresi quelli relativi alla strategia di fuoriuscita dal comparto dei personal computer), con un impatto di 135 miliardi di yen. La società ha indicato che spenderà quest'anno altri 135 miliardi di yen per una nuova ristrutturazione. Ma la pazienza degli investitori sembra vicina all'esaurimento e il ceo Kazuo Hirai appare in difficoltà con molti azionisti.