È vero che l'euro ha cominciato finalmente a indebolirsi, ma i fattori valutari continuano a penalizzare il Made in Italy. Alla 46esima edizione di Moda Italia e 56esima edizione di Shoes from Italy a Tokyo, tra le 189 aziende partecipanti si coglie una perdurante preoccupazione per come l'andamento dei cambi renda più difficile l'affermazione sui mercati internazionali, tanto più che – se in direzione ovest la situazione valutaria è migliorata – verso est i progressi sono inferiori o addirittura si è andati incontro a un forte peggioramento: nei confronti dello yen l'euro si è deprezzato meno che sul dollaro e resta più forte del 35% rispetto a poco più di due anni fa, mentre il crollo del rublo e il gioco perverso delle sanzioni incrociate hanno reso critico l'export verso la Russia. Le esportazioni italiane nel settore abbigliamento in Giappone nel 2014 risultano in leggero calo, anche se in lieve crescita in termini di uno yen molto indebolito (+2,5% nel periodo gennaio-novembre). Nelle calzature in pelle l'Italia continua a predominare con una quota del 25,9% del mercato (+5,2% in yen): potrebbe andare anche meglio se il nostro export non fosse penalizzato da perduranti barriere e quote che si spera possano essere eliminate nel negoziato di libero scambio in corso tra Unione Europea e Giappone.