Mai come quest'anno si ha la netta sensazione che i produttori italiani di vino, olio e alimentari di qualità stiano moltiplicandogli sforzi per affacciarsi sui mercati asiatici o per ampliare l'offerta dei loro prodotti all'estero. Un esempio molto chiaro è quello del Giappone: anche prima che si apra ai primi di marzo il Foodex di Chiba _ la maggiore fiera alimentare dell'Asia – sono numerosi gli operatori che vengono a Tokyo a cercare interlocutori per avviare l'esportazione dei loro prodotti o per esterderne la gamma. Il campionario è molto variegato ed è rappresentativo di molte regioni: c'è la start-up biologica così come l'azienda tradizionale che dopo 60 anni di attività cerca nuovi sbocchi commerciali; ci sono i consorzi che investono in nuove frontiere del marketing o imprese medio-grandi nate sulla produzione di olio che hanno diversificato con il vino e persino con la birra artigianale. Tutti impegnati in generosi sforzi per cercare di cogliere opportunità nel Far East. Ecco le voci di una Italia che non demorde e sa come rilanciare.