Il premier Shinzo Abe arriva a Roma, subito dopo il G7, accompagnato dal consigliere speciale per l'economia Etsuro Honda, che trovera' senz'altro a Roma orecchie molto attente per le sue tesi di architetto dell'Abenomics. Come unico leader europeo ad aver aumentato largamente i consensi alle ultime elezioni per un Parlamento Ue diventato piu' euroscettico, il premier Matteo Renzi si trova, in fondo, investito di una responsabilita' particolare nel far intendere a Bruxelles e Berlino un messaggio-chiave che il Giappone – il Paese con il peggior rapporto debito-Pil del G7 - da un anno e mezzo sta articolando con una certa audacia. Honda – coetaneo di Abe e suo amico da trent'anni – lo sintetizza cosi': la crescita economica e' prioritaria anche e soprattutto per i Paesi ad alto debito, il cui problema va affrontato soprattutto attraverso politiche che promuovano anziche' deprimere lo sviluppo dell'economia; altrimenti i risultati sarebbero controproducenti anche sul fronte del contenimento del debito. Honda mostra riluttanza a dare - su domanda – consigli espliciti a Renzi, ma non si tira indietro nell'offrire uno "strong advice" alla Bce: "E' fondamentale evitare la deflazione e il prendere piede di aspettative di deflazione, perche' poi e' molto difficile uscirne. Noi ci abbiamo messo 15 anni". Honda ammette poi che l'Abenomics e' al momento cruciale della sua "terza freccia": le riforme di sistema. "Ci sono vari aspetti fondamentali, in particolare la deregolamentazione, la riforma fiscale e un rafforzamento della forza-lavoro". Fa anche un paragone curioso: "Abe passera' alla storia come il secondo giapponese ad aver battuto la deflazione, dopo Korekiyo Takahashi". Senonche' il Ministro delle Finanze degli anni '30 si oppose all'aumento delle spese militari e per questo fu assassinato durante il tentato golpe degli estremisti dell'esercito nel 1936. Takahashi promosse anche una monetizzazione parziale del debito pubblico. Cosa che oggi resta formalmente un tabù.