La lamentela è generalizzata: l'euro resta troppo forte e purtroppo sul piano valutario non hanno avuto effetti neanche le ultime misure di politica monetaria espansiva varate dalla Banca centrale europea. Tra i rappresentanti delle 157 piccole e medie imprese del Made in Italy presenti a Tokyo alla 45esima edizione di Moda Italia e alla 55esima edizione di "Shoes From Italy", si percepisce la volontà di reagire alle difficoltà del mercato domestico con investimenti per un ulteriore sviluppo sui mercati internazionali. Ma c'è anche un po' di costernazione per il fatto che l'euro continui ad attestarsi su tassi di cambio troppo forti, che si risolvono come una specie di "supertassa" sull'internazionalizzazione che comprime i margini e rende molto più difficile guadagnare quote di mercato. Una situazione particolarmente pesante in Giappone, dove le politiche monetarie ultraespansive introdotte l'anno scorso dalla Banca centrale nipponica sono invece riuscite a deprezzare lo yen, nei confronti del quale l'euro ha guadagnato circa il 40% nel giro di un paio d'anni. A ciò si aggiunge il vento contrario del rialzo dell'Iva in Giappone dal 5 all'8%, scattato il primo aprile scorso. Tuttavia sono in molti a non demordere: alcuni operatori sono tornati per questa edizione dopo alcuni anni di assenza e ci sono aziende che si affacciano per la prima volta sul mercato nipponico. "E' un mercato importante e in un momento così difficile per il mercato italiano resta allettante per le nostre imprese : noi ce la stiamo mettendo tutta – sottolinea Giuseppe Mazzarella, presidente di Confartigianato Moda – ma per fattori che non dipendono da noi, come il cambio dell'euro, certo qualcosa di più andrebbe fatto".