Il museo Poldi Pezzoli di Milano ha portato in Giappone molti dei suoi capolavori, per una mostra appena inaugurata al Bunkamura di Shibuya (Tokyo) che avrà una seconda tappa al nuovo museo d'arte di Abeno Harukas a Osaka. E' la prima volta che l'istituzione milanese allestisce all'estero una rassegna così importante, in preparazione da tre anni e resa possibile dai finanziamenti degli sponsor giapponesi (per lo più grandi mass media, come Tbs e Asahi Shimbun). Testimonial della mostra è il famosissimo "Ritratto di dama" di Piero del Pollaiolo: uno dei profili di donna più famosi della storia dell'arte in questi giorni è visibile in molte parti di Tokyo, dalla metropolitana alle facciate dei grandi magazzini, nei poster che pubblicizzano l'evento. L'ambientazione negli spazi della mostra è da grande "diva" per la Dama del Pollaiolo: il capolavoro rinascimentale è isolato su uno sfondo verdognolo che lo valorizza anche più di quanto accada negli spazi piuttosto affollati del museo milanese. Annalisa Zanni, direttore del Poldi Pezzoli, ha "scortato" la Dama viaggiando sullo stesso aereo durante il trasferimento in Giappone: per ragioni di sicurezza, le opere hanno viaggiato non tutte insieme ma con voli differenti. A Milano il museo resta aperto e in questi giorni, in occasione del Salone del Mobile, ospita una mostra dedicata alla "casa morbida" che fa dialogare opere di design contemporaneo con le collezioni di tessuti antichi del museo. A novembre ci sarà una grande mostra, riunendo le opere uscite dalla bottega dei Pollaiolo. "Il museo Poldi Pezzoli è molto amato dai visitatori giapponesi, particolarmente sensibili ai valori della bellezza e dell'armonia", ha detto Annalisa Zanni all'inaugurazione della mostra, riferendosi alla circostanza che i giapponesi rappresentano già il gruppo più numeroso di visitatori stranieri. L'ambasciatore Domenico Giorgi ha altresì evidenziato come il Poldi Pezzoli sottolinei il ruolo di Milano, centro industriale e finanziario, anche come città d'arte e di cultura. In questo senso, la mostra fa anche da "testimonial" in vista di Expo 2015.