Alle 10.30 del mattino, quasi ogni giorno, in quello che e' considerato il migliore grande magazzino del mondo - Isetan di Shinjuku a Tokyo, in un edificio risalente agli anni 30 che è monumento storico – i primi clienti sono accolti non solo dagli inchini del personale, ma da un signore che non è propriamente un commesso. E' Hiroshi Onishi, il chief executive dell'intero gruppo Isetan Mitsukoshi, il colosso nazionale dei department store. Per dare l'esempio ai dipendenti, due-tre volte alla settimana si presenta di persona e si inchina ai clienti, senza presentarsi. "Qualcuno si ferma a parlare, ma non sa chi sono", dice Onishi, secondo cui è una tradizione aziendale quella del numero uno che omaggia in modo anonimo l' "onorevole cliente" (okyakusama). Lo sanno invece i dipendenti, con i quali dialoga nel corso del successivo breve tour per i vari piani dell'edificio che l'ultima ristrutturazione (durata anni e costata in totale 10 miliardi di yen) ha trasformato – secondo le intenzioni - nel "World's greatest fashion museum", all'insegna di una qualità dei prodotti e dei servizi che non di rado sconfina nel lusso anche nel settore food (un singolo mango proveniente dalla provincia di Miyazaki costa 120 euro!). Nel flagship store di Isetan è da poco terminato un allestimento speciale per Ferragamo (compresa una collezione esclusiva per Isetan), la cui preparazione ha comportato un anno di lavoro tra i tecnici delle due società. "Un evento importante, che contribuirà a rafforzare Ferragamo come marchio a tutto tondo della moda su un mercato in cui, tutto sommato, è ancora conosciuto soprattutto per le scarpe", afferma Onishi, che sottolinea l'importanza degli allestimenti speciali per attirare e affascinare un pubblico esigente (ogni settimana, parte del department store cambia: il turnover di presentazioni è continuo). "Nel comparto della moda, ritengo che l'Italia sia numero uno al mondo per l'insieme della qualità di manifattura, design, materiali. Mi piacerebbe davvero allargare l'ambito delle collaborazioni con i marchi italiani. Anzi, più che un desiderio e' un'esigenza". Un messaggio chiaro, che si estende anche al settore dell'alimentare.