Il suo caso ha impressionato il mondo. Le sue tribolazioni non sono finite. Iwao Hakamada ha passato 48 anni in prigione, di cui 45 anni nel braccio della morte, in isolamento, prima di essere scarcerato il 27 marzo scorso dopo che – in seguito a ripetuto istanze di revisione del processo e a nuove risultanze di esami del Dna – il tribunale di Shizuoka ha sostanzialmente riconosciuto che non ci sono fondati elementi di prova per la sua colpevolezza nello sterminio di una famiglia d 4 persone avvenuto nel 1966. Hakamada, un ex pugile, ha ora 78 anni e le sue condizioni di salute fisica e mentale sono precarie: dalle prigione è passato a un ospedale di Tokyo. La procura di Shizuoka ha però fatto ricorso all'Alta Corte della capitale contro la decisione di accordare la revisione del processo. Così il calvario giudiziario di Hakamada durerà almeno due anni. Il più tenace e costante difensore di Hakamada è stata sua sorella maggiore Hideko, 81 anni ben portati, che non ha mai smesso di lottare per la sua innocenza. Ora lo assiste nell'ospedale dove e' ricoverato. Come più essere la condizione di un uomo arrestato quando aveva trent'anni e scarcerato a 78 dopo quasi mezzo secolo dopo le sbarre e 45 anni in isolamento? "Le sue condizioni stanno gradualmente migliorando e sono convinta che potrà riprendersi appieno, anche se ci vorrà tempo – dice Hideko Hakamada _ A volte i suoi comportamenti manifestano stranezze. Qualche volta non mi riconosce. Ma sicuramente sta già meglio di quando era in carcere". Il capo del collegio difensivo, Katsuhiko Nakajima, ha evidenziato che si tratta del primo caso in assoluto in Giappone in cui un condannato a morte è stato scarcerato prima che un nuovo processo l'abbia formalmente riconosciuto innocente.ecuzione (che può arrivare senza preavviso, neanche ai familiari). "Il ricorso della procura rappresenta una nuova tortura psicologica inflitta a Hakamada . Abbiamo bisogno dell'attenzione dei media mondiali per portare la giustizia in Giappone", ha detto Hideki Wakabayashi di Amnesty International Japan. Sia lui sia Nakajima hanno insistito sulla necessità di riforme di procedura penale _ a partire dal rafforzamento delle tutele difensive nella prima fase delle indagini _ e più in generale di cambiamenti di un sistema che dipende troppo da confessioni non di rado a sospetto di essere estorte.