E' davvero chilometrica la platea di imprenditori convenuta oggi nella sala conferenze di un albergo del centro di Tokyo per ascoltare Narendra Modi. Il primo ministro indiano seduce il qualificato pubblico con la promessa di rendere l'India un Paese davvero amico degli investimenti stranieri. La presenza in sala del gotha dell'economia giapponese testimonia l'importanza che a Tokyo si dà alle opportunità di business in India. Se i giapponesi pensavano che fossero gli italiani i parlatori che più gesticolano, avranno dovuto ricredersi. Quella di Modi - che parla in hindi, con qualche escursione curiosa in inglese - è una mimica da grande oratore, almeno non secondo gli standard ingessati giapponesi. Nella sostanza, Modi dice: vi posso promettere che se state guardando al'estero non c'è un Paese migliore dell'India, che ha le tre cose più importanti per il business: la democrazia, le risorse umane e la domanda. Modi ha citato i primo 100 giorni dal suo insediamento come un periodo in cui già si è cominciato a promuovere una deregulation, che sarà accelerata. Al dunque, non sono solo gli imprenditori giapponesi, ma quelli di tutto il mondo che sperano che l'India di Modi cambierà davvero rispetto a un passato fatto di molti ostacoli burocratici al business