Il 2014, che nelle speranze di Tokyo doveva sancire una svolta nel contenzioso con Mosca sulle Kurili meridionali, finisce per arenare temporaneamente ogni possibile soluzione tra una serie di sanzioni reciproche post-Crimea, anche se in autunno è stata sostanzialmente confermata la prevista visita di Putin a Tokyo. Quest'anno segna anche un anniversario: non solo il centenario dell'inizio della Prima guerra mondiale, ma anche i 110 anni dall'inizio della guerra russo-giapponese che ne fu una prova generale e ne influenzò le origini. Oggi quella guerra è generalmente considerata in Giappone giusta e sacrosanta. A Yokosuka, 80 km a sud di Tokyo, sono già in vendita i calendari celebrativi dei 110 anni della vittoria sulla Russia del 1905. Li si trova nella piazza adiacente al porto commerciale, dove si erge la statua dell'Ammiraglio Heihachiro Togo e si trova, trasformata in museo, la nave ammiraglia della flotta giapponese che annientò quella russa del Baltico: la Mikasa. Sono in molti a visitarla. La narrativa del museo sugli avvenimenti appare piuttosto nazionalista: fu una guerra assolutamente difensiva (anche se furono i giapponesi ad attaccare per primi) che iniziò dopo la comunicazione dell'interruzione delle relazioni diplomatiche (i russi sostengono che fu in sostanza un attacco a tradimento, nello stile poi replicato a Pearl Harbor); fu un conflitto che, in quanto finito con la prima sconfitta della razza bianca, promosse lo sviluppo dei movimenti anticolonialisti nell'intera Asia e influenzò anche l'indipendentismo nazionale in Polonia e Finlandia e persino la nascente lotta al razzismo negli Usa; fu una vicenda che deve restare a gloria imperitura della nazione. Il museo è molto interessante e non manca una presenza italiana: una targa donata dal Capo di Stato maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, nel corso della sua recente visita in Giappone, e le immagini dei due incrociatori corazzati costruiti a Genova dall'Ansaldo (Kasuga e Nisshin) che arrivarono appena in tempo per partecipare alla guerra. C'è pure l'occasione per fare "cosplay", ossia vestirsi da ufficiali superiori della Marina.