Dopo un 2014 deludente, in parte a causa degli effetti negativi sui consumi del rialzo dell'Iva, gli economisti vedono una ripresa dell'economia giapponese a causa di una rara combinazione di fattori favorevoli: dallo yen debole alla nuova manovra di stimoli fiscali, dal calo dei prezzi del petrolio alla robusta domanda americana. La Banca Mondiale prevede una crescita dell'1,2% del Pil (sia pure leggermente ridotta rispetto alla precedente stima), in miglioramento sul modesto +0,2% ipotizzato per il 2014. Il governo giapponese stima una crescita dell'1,5% nell'anno fiscale 2015 che inizia il primo aprile, dopo aver ridotto drasticamente le stime sull'annata in corso da +1,2% a -0,5%. Gli esperti vedono però il rischio di un appiattimento dell'inflazione e soprattutto il pericolo di future recessioni, quando i fattori espansivi si indeboliranno.