Cantano in italiano molti contadini della provincia rurale del Tochigi. E' un cd realizzato per L'Expo di Milano, che sta diventando l'occasione per un risveglio di orgoglio della JA-Zenchu, l'unione centrale delle cooperative agricole, che fornisce la maggior parte dei prodotti al padiglione nipponico. Di recente il governo l'ha bastonata, cercando di toglierle potere e di separarla dai quasi 5 milioni di associati esterni, per ridurla a sola associazione del settore con poco più di 4 milioni di aderenti. La Ja si oppone infatti alle politiche di liberalizzazione dell'esecutivo Abe ed in particolare vede con il fumo negli occhi la TPP (Trans-Pacific Partnership) in negoziazione tra 12 Paesi (ma incentrata soprattutto sugli Stati Uniti): teme un'invasione di prodotti dall'estero a prezzo basso che rischierebbero di affossare un settore già in crisi, anche per l'invecchiamento e la diminuzione dei contadini. Così Ja è diventata un simbolo dell'opposizione alla riforme dell'Abenomics. In cambio di minori tutele e di meno sussidi ai prezzi interni, il governo Abe intende promuovere l'export agricolo e ha introdotto per la prima volta da inizio giugno le Indicazioni geografiche tipiche, con un logo dedicato. E' una novità suggerita dall'esperienza dell'Europa: il Giappone ha in corso negoziati di libero scambio anche con la Ue, per la quale le Igp sono una priorità. Peraltro Ja non teme più di tanto il Free trade agreement con la Ue, mentre paventa la concorrenza delle produzioni delle colture estensive americane. Anche nell'area di Tokyo, comunque, si coltivano ancora prodotti tipici con l'ottica del chilometro zero o si realizzano birre artigianali. Il mondo rurale giapponese cerca di resistere e di rilanciarsi: Ja si presenterà al mondo, in particolare, dal 9 al 15 luglio a Expo Milano, dove l'11 andrà in scena il Japan Day