Una parte dell'Abenomics consiste nell' "Animenomics": le politiche di crescita economica promosse dal premier Shinzo Abe prevedono anche la promozione internazionale della cultura giapponese per cercare di valorizzarla come business e di rafforzare il "soft power" del Paese. In questo contesto, spiccano i finanziamenti all'internazionalizzazione delle culture/sottoculture giovanili made in Japan che ormai piacciono molto anche a giovani e adulti di molti Paesi del mondo. Non a caso il sito web in inglese della Tokyo International Anime Fair, che si e' appena conclusa, e' saltato per eccesso di contatti. Successo ha avuto anche il contemporaneo Tokyo Award Anime Festival, con la proiezione di oltre 30 film di animazione (giapponesi e non). Il mercato giapponese dell'animazione, secondo gli ultimi dati, valeva circa 1.340 miliardi di yen nel 2011 (oltre 13 miliardi di dollari): e' una delle componenti piu' importanti nella strategia governativa di promozione del "Cool Japan" nel mondo. L'animazione e' al centro di un cocktail di elementi che parte dai manga per arrivare al "cosplay", ai gadget elettronici e ai videogiochi. Non e' solo un gioco, ma un business in crescita il cui principale problema e' quello della tutela della proprieta' intellettuale.