Per il tessile-abbigliamento italiano il 2013 è stato un altro anno di sofferenza, con una produzione industriale ridotta del 3,1%, in linea con la frenata media nazionale. L'export fatica a compensare il calo della domanda interna ma per molte aziende il business internazionale rimane il solo motore a cui aggrapparsi per resistere. Mercati in cui le armi principali che il made in Italy può giocare sono soprattutto quelle della qualità e dell'innovazione, cruciali per smarcarsi dalla concorrenza di prezzo in arrivo dai Paesi a basso costo del lavoro. Per capire come incidono questi elementi nel processo produttivo abbiamo portato le telecamere del Sole 24 Ore nel cotonificio Albini, alle porte di Bergamo, seguendo l'intero percorso manifatturiero che trasforma un batuffolo di cotone coltivato in Egitto, prima in un tessuto e poi in una camicia. Entriamo in fabbrica